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Impiantologia - Implantologia Odontoiatrica

Avete sempre pensato alla magia di un dente nuovo, fisso? Tutto ciò è possibile!


L’implantologia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa di sostituire i denti mancanti con radici artificiali ancorate all’osso che possono sostenere denti singoli, gruppi di denti o possono fungere da supporto stabilizzante per una protesi totale mobile (la dentiera).


L’utilizzo degli impianti fornisce una valida alternativa alla protesi classica, ci permette di ristabilire il sorriso in maniera più naturale, con materiali totalmente biocompatibili; offre la possibilità di ottenere una dentatura fissa anche se non si hanno più denti naturali e permette di riabilitare le edentulie (le mancanze di denti) preservando i denti vicini senza limarli per inserire ponti.


Proprio per le caratteristiche di biocompatibilità e per l’alto successo Estetico e Funzionale che riusciamo ad ottenere, nel nostro studio utilizziamo l’implantologia per la risoluzione di molte problematiche protesiche.


Tipi di impiantiL’impianto non è altro che una vite in titanio, un metallo altamente biocompatibile che non provoca reazioni di rigetto da corpo estraneo ma stabilisce con l’osso una connessione diretta che è alla base dell’osteointegrazione in soli 6 mesi; pertanto il materiale implantare è un elemento importante nel raggiungimento della integrazione tra tessuto osseo e impianto.


Nella riabilitazione effettuata mediante impianti, l’unità implantare deve essere considerata come un sostituto della radice dentale. Da un punto di vista protesico-estetico gli impianti vengono disposti in modo da ottenere dal trattamento un risultato ottimale. Bisogna considerare anche il grado di riassorbimento osseo e altre caratteristiche anatomiche.


Chi può affrontare l'implantologia?


L’implantologia può essere affrontata da un grande numero di pazienti, praticamente quasi tutti. Bisogna valutare le condizioni generali di salute, l’osso disponibile e la sua qualità, che l’odontoiatra valutera’ tramite il dental scan (radiografia tridimensionale della mandibola e del mascellare) e la motivazione del paziente nel mantenere una buona igiene orale. Nel nostro studio riusciamo a inserire impianti anche con quantità e qualità di osso non ottimali tramite l’esperienza e la professionalità della nostra equipe; tuttavia la collaborazione del paziente risulta sempre indispensabile.


Esistono tuttavia quelle che in medicina vengono definite delle 'controindicazioni' che sconsigliano la terapia implantare. Per questo motivo il paziente deve fornire dati veritieri nei questionari anamnestici che gli verranno consegnati nel nostro studio.


Ad esempio non è consigliabile sottoporsi a terapia implantare se il paziente attraversa un periodo di particolare stress psicofisico, oppure durante una gravidanza. Non si possono eseguire questi interventi se sono in atto trattamenti farmacologici anticoagulanti od immunosoppressori. Anemie, alterazioni delle difese contro le infezioni e altri problemi della coagulazione e anche il diabete giovanile costituiscono controindicazioni assolute all’implantologia.


Nel caso di malattie cardiocircolatorie, in pazienti con protesi valvolari cardiache e pregresse endocarditi batteriche, esistono rischi elevati che vanno valutati con il cardiologo curante. Anche in caso di particolari malattie dell’osso si devono vagliare attentamente i pro ed i contro dell’eventuale terapia impiantare.


Quantità d’osso


La disponibilità ossea, nella zona priva di denti in cui è prevista l’inserzione di impianti , è della massima importanza qualunque sia il sistema impiantare che si intende usare. Servendosi degli attuali mezzi diagnostici (radiografie, dentascan, ecc) è possibile valutare con sufficiente precisione le dimensioni e la forma dell’osso insieme ai rapporti anatomici con strutture particolarmente importanti.


Impianto effettuato sulla mandibolaIn particolare si deve prestare attenzione a due strutture anatomiche: una nella mandibola (osso inferiore), l’altra nel mascellare (osso superiore). Si tratta del canale mandibolare, che contiene il nervo alveolare inferiore e che decorre nella mandibola dalla branca montante (spina di Spix) fino alla parte laterale del mento (forame mentoniero) e del seno mascellare, il seno paranasale del mascellare superiore.



Mandibola dopo l
E' bene quindi che ci sia adeguata distanza tra il sito di inserzione implantare e queste strutture che non devono essere in alcun modo lesionate. Se non ci sono i requisiti necessari o se essi sono minimi, siamo in grado di effettuare innesti di materiale sostitutivo.




Per sostituire tessuti mancanti (osso o gengiva) possono essere utilizzati materiali autologhi cioè derivanti dallo stesso paziente che necessita del trapianto. Ad esempio preleviamo tessuto osseo dalla cresta iliaca (anca) per aumentare le dimensioni dell’osso dove verrà inserito l’impianto.


Inoltre utilizziamo osso 'di banca' prelevato da individui diversi della nostra stessa specie (materiale omologo) o ancora osso devitalizzato o altri tessuti provenienti da altre specie (materiale eterologo). In tutti i casi abbiamo constatato ottimi risultati nella guarigione dei nostri pazienti, essendo materiali sterili e totalmente biocompatibili.


Età


L’età di per sé non è una controindicazione all’uso degli impianti, tuttavia un paziente più anziano può presentare problemi di salute che sconsigliano l’implantologia.


Per quanto riguarda il paziente in età adolescenziale dove talvolta si presenta la necessità di sostituire elementi andati perduti a causa di incidenti traumatici, è indispensabile attendere fino a che non si sia realizzato un completo sviluppo osseo.


Tipi di impianto


Un impianto endosseo si inserisce direttamente nell’osso a cui si fissa per tutta la sua lunghezza. Può avere forma di vite, cilindro, lama o ago ed il suo impiego è possibile solo in presenza di un volume osseo adatto all’inserimento. Attualmente gli studi scientifici più accreditati riportano una percentuale di successi nettamente più elevata per gli impianti a vite e a cilindro rispetto alle altre forme di impianto (lama o ago). E’ per questo che anche noi utilizziamo impianti a vite con i nostri pazienti.


Tipologie di impianti a vite
All’interno delle forme implantari più comuni ci sono alcune interessanti varianti: le viti possono avere passo diverso, possono essere di forma più o meno conica, autofilettanti e non. Esiste anche una forma di impianto a gradini scelta proprio per riprodurre la radice dentaria conica e che consente l’applicazione graduale del carico occlusale.

In linea generale gli impianti che preferiamo sono quelli che ci garantiscono una migliore osteointegrazione.


L’osteointegrazione è la formazione di un sigillo osseo attorno all’impianto, che ne garantisce stabilità e affidabilità nel tempo. E' un processo che riusciamo ad ottenere in base al rispetto di alcuni principi, come: la biocompatibilità del titanio, la giusta forma e superficie dell’impianto, la corretta tecnica chirurgica e la corretta preparazione del sito ricevente l’impianto. Infatti se non si rispettano queste condizioni si può incappare nella fibrointegrazione, ossia nella formazione di un tessuto connettivale-fibroso attorno alla vite implantare che non garantisce un ancoraggio di lunga durata al nostro impianto.


Le fasi dell’implantologia


La prima fase è l’informazione del paziente, ossia un dettagliato colloquio durante il quale daremo chiare informazioni sulla situazione dentaria con l’esposizione delle varie possibilità terapeutiche e chiaramente della opzione terapeutica più indicata. Concordato il piano di trattamento possiamo procedere alla fase chirurgica.


C’è la possibilità di inserire l’impianto tramite due tecniche:



Arcata dentale con radice artificiale impiantataL’intervento ha durata variabile a seconda dei casi, non è assolutamente doloroso ed è preceduto dalle indicazioni del personale del nostro studio che spiegherà le procedure e il trattamento farmacologico del caso. Viene effettuato preparando la sala operatoria con tutte le dovute precauzioni per il rischio infettivo, (gli operatori e il paziente vengono vestiti con abiti sterili e la sala è totalmente disinfettata e resa il più sterile possibile). I farmaci da assumere sono antibiotici e antinfiammatori secondo le istruzioni del personale di studio.




Impianto effettuato su arcata dentaleSe il paziente ne manifesta la necessità, l’intervento può essere eseguito con l’ausilio del protossido d’azoto (un gas che può essere inspirato in una miscela con l’ossigeno al fine di rendere il paziente più tranquillo e rilassato). Dopo alcuni giorni avviene la rimozione dei punti.





Insuccesso implantare? Complicanze


La complicanza principale della terapia implantare è la perimplantite. La perimplantite è una infiammazione perimplantare (ossia che circonda l’impianto), consiste nella formazione di un tessuto infiammatorio (tessuto di granulazione) in caso di contaminazione batterica della superficie implantare.


Il tessuto di granulazione può arrivare a sostituire l’osso attorno all’impianto e provocarne la perdita. La perimplantite può essere causata dall'insufficiente igiene orale del paziente attorno all’impianto con conseguente infezione dell’osso oppure da contaminazioni settiche del sito implantare durante l’intervento.



Come mantenere gli impianti


E' assolutamente necessario effettuare regolari visite di controllo che saranno programmate dal personale del nostro studio, durante le quali il dentista verifica la salute dell’impianto. Si ritiene, infatti, che il controllo della placca batterica sia importantissimo per prevenire i processi di distruzione ossea in sede perimplantare.


Per questo motivo prima ancora di posizionare gli impianti istruiamo il paziente riguardo gli strumenti e le tecniche dell’igiene. Da questa capacità dipende in larghissima misura la possibilità di far durare nel tempo un impianto correttamente posizionato e protesizzato.



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