studiosantori.com
 
• Barra di navigazione: Inizio > Qualita' > Approfondimenti > Disturbi Gengivali  >> Versione Flash

Disturbi Gengivali -

Disturbi Gengivali La malattia parodontale (piorrea):


Vi siete accorti di avere un dente che si muove ?
La causa potrebbe essere il riassorbimento dell’ osso , procurato dalla malattia parodontale.

La parodontite e’ una malattia infiammatoria provocata dai microrganismi della placca batterica. È indicata come malattia parodontale perche’ colpisce il parodonto, cioè l’insieme delle strutture che circondano il dente e lo mantengono saldamente attaccato all’osso. Se non curata, l’infezione procede in profondità: la gengiva si allontana dal dente, il tessuto osseo viene distrutto, i denti perdono supporto e diventano mobili.
E' opinione diffusa che contro questa malattia, chiamata piorrea, vi sia poco da fare e che sia normale esserne affetti se ne hanno sofferto i propri genitori. In realtà i disturbi delle gengive e dell’osso sottostante possono essere prevenuti e controllati.
La malattia parodontale crea distruzione dell’osso e ne impedisce il riformarsi. Più è avanzato lo stato di riassorbimento e più è grave l‘evoluzione della patologia.


Come capire se si soffre di malattia parodontale

La malattia provoca sintomi molto scarsi e quindi può progredire e aggravarsi senza quasi accorgersene. Per questo motivo è fondamentale sottoporsi regolarmente a visite di controllo in modo tale che il dentista possa intervenire tempestivamente. In particolare, non bisogna aspettare che compaiano i sintomi tipici della malattia avanzata (per esempio la mobilità dei denti) per farsi visitare.

parodonto sanoparodonto sano










I principali segnali che possono fare sospettare la presenza della malattia sono:


- Gengive che sanguinano spazzolando i denti o mangiando cibi duri.


- Gengive arrossate, gonfie, retratte in tutta la bocca o solo su alcuni denti.


- Mobilità del dente.

Alcune malattie, come il diabete, e alcuni stili di vita, come il fumo, si associano con più frequenza alla comparsa della malattia.
Inoltre i fattori che condizionano la formazione e l'evoluzione della malattia sono:


- La placca batteria e il tartaro sopra o sotto la gengiva.


- Occlusione dei denti non corretta, mancanza di denti antagonisti e migrazione dentali, traumi occlusali quali il bruxismo e restaurazioni proteiche e otturazioni con margini debordanti.


- Alterazioni ormonali durante la gravidanza e nei periodi mestruali, somministrazione di farmaci in grado di determinare aumenti di volume della gengiva e conseguente infiammazione.


I primi passi verso la sconfitta della malattia


Come prima cosa bisogna effettuare una valutazione della gravita‘ e dell‘andamento della patologia effettuando un sondaggio. Infatti, in presenza di una situazione di infiammazione gengivale, basta inserire delicatamente una sonda nel solco gengivale perché dopo appena 30 secondi si abbia la fuoriuscita di un po’ di sangue.


Una approfondita valutazione clinica del parodonto implica quindi l’osservazione delle condizioni di igiene orale (presenza di placca sopragengivale), dello stato della gengiva, delle tasche parodontali, del sanguinamento al sondaggio, della mobilità dei denti, delle recessioni gengivali e presenza delle forcazioni, tutti questi parametri verranno riportati su di una cartella chiamata cartella parodontale in questo caso computerizzata che ci permetterà di avere un quadro clinico completo del paziente e ci servirà in un secondo tempo per valutare lo stato di miglioramento a confronto allo stato iniziale.


La rilevazione della placca sopragengivale può essere evidenziata attraverso l’utilizzo di soluzioni colorate che ci permetteranno sia di notare quali sono le zone di difficile accesso durante lo spazzolamento che di ottenere tramite un calcolo matematico il numero della percentuale di placca presente.


Il coinvolgimento delle forcazioni si ha quando la gengiva è scesa fino al livello delle radici e le forcazioni di conseguenza sono esposte. Il rilevamento viene effettuato tramite uno strumento specifico (sonda di Nabers) che può essere di I grado quando l’impegno della sonda è di 3 mm, di II grado quando l’impegno supera i 3 mm ed infine di III grado quando l’impegno della sonda è passante tra gli accessi delle forcazioni.


Il sanguinamento al sondaggio viene rilevato contestualmente alla misurazione della profondità di sondaggio. Le zone che presentano il sanguinamento entro 10 secondi dall’inserimento della sonda nella tasca parodontale o nel solco gengivale si possono considerare siti positivi. Il sanguinamento è un input che ci indica presenza di infiammazione.

Le recessioni gengivali rappresentano la superficie esposta radicolare dovuta a lesioni traumatiche o infiammatorie. Viene rilevata tramite la misurazione con la sonda parodontale millimetrata.


La mobilità dei denti infine viene valutata con l’utilizzo dei manici con due strumenti (di solito specchietto e specillo). Di seguito viene riportata sulla cartella la presenza o no di mobilità. Una volta riportati tutti questi valori sulla cartella parodontale è opera dell’igienista insieme con l’odontoiatra stabilire un piano di trattamento atto a ristabilire un ottimale stato di salute orale e gengivale del paziente.


Come si cura


E' fondamentale, per il successo delle cure, il miglioramento dell’igiene orale ed è auspicabile l’abbandono di abitudini, come il fumo, che possono ridurre l'efficacia dei trattamenti effettuati.


Successivamente nel caso di presenza di tasche parodontali si interverrà con dei curettage (pulizia della radice), chirurgici o effettuati senza anestesia e sotto controllo antibiotico.Durante i curettage il paziente potrà essere sottoposto a sedazione se lo vorrà per non sentire dolore ed essere perfettamente rilassato.


Alla fine di ogni seduta l’igienista passerà sulla zona trattata il laser al diodo che permetterà una maggiore sterilizzazione della tasca parodontale e faciliterà la guarigione. Si istruisce il paziente all’adeguata tecnica di igiene orale domiciliare (tecniche di spazzolamento), si consigliano ausili necessari (spazzolini, collutori e fili interdentali), tutto sarà efficace soltanto se il paziente sarà consapevole che la salute orale è un obiettivo importante da raggiungere. Durante il trattamento ogni qual volta che il paziente viene da noi a studio si ricontrolla lo stato di igiene orale e se ce n’è bisogno si rimotiva nuovamente.


Alla fine dei trattamenti il paziente verrà inizialmente controllato una volta al mese, gli verranno effettuati dei cicli di fluoroprofilassi per rinforzare lo smalto dei denti, per poi dopo 7 mesi rivalutare la situazione parodontale effettuando nuovamente il sondaggio e confrontandolo con il primo e se possibile far vedere al paziente con i propri occhi il risultato raggiunto. Inoltre se il paziente parodontale ha una mal occlusione, verra’ ridotto il trauma con un bite.Solo dopo 1 anno, quando la malattia sara’ bloccata, il paziente potra’ essere sottoposto a trattamento ortodontico.


La capacità del paziente di controllare l’infezione (la formazione di placca), mantenendo quindi un buono stato di salute di igiene orale è un requisito fondamentale per il successo a lungo termine della nostra terapia ed è alla base dei nostri propositi preliminari a qualsiasi tipo di trattamento da effettuare e alla sua relativa riuscita.


Argomenti trattati: Disturbi Gengivali, malattia parodontale, piorrea denti, Gengive che sanguinano, Gengive arrossate, gengive gonfie, gengive retratte, dente che si muove, placca batteria, tartaro dentale, tartaro sotto la gengiva
• site map   • e-mail   • webmaster   • fotografia